Nella visione europea della "economia sociale di mercato" ribadita anche nel Trattato Costituzionale UE 2004 l'impresa è concepita come ente economico-sociale, che ha il fine ultimo di contribuire al progresso umano, civile e sociale della comunità attraverso il fine immediato di produrre e distribuire ricchezza.
Nella dottrina aziendalistica essa è infatti definita come un istituto, ossia insieme di regole formalmente codificate o socialmente accettate, che favoriscono la convergenza di diversi soggetti per lo svolgimento di una azione comune.
Un istituto economico-sociale, in quanto nei suoi principi di scelta e criteri di valutazione dei comportamenti e dei risultati non può tenere separati e disgiunti gli aspetti di razionalità economica e coerenza con i valori e le esigenze, non solo economiche, della società.
Questo concetto di impresa si fonda intrinsecamente sul principio che essa nasce, si sviluppa, ha successo e può durare nel lungo periodo, solo se è in grado di contemperare interessi di soggetti diversi, il cui apporto è complementare e necessario per raggiungere i rispettivi fini.
In questa prospettiva l'impresa è "di proprietà di qualcuno" (famiglia, conferenti capitali di rischio, conferenti di lavoro), viene gestita da persone dotate delle necessarie conoscenze tecniche, organizzative, economiche (manager), ma deve essere considerata come "patrimonio della società". Lo scopo di mantenere e incrementare questo patrimonio per la società e le future generazioni si realizza se l'impresa è in grado di produrre remunerazioni per chi assume il rischio, per chi svolge lavoro manuale e intellettuale, per chi conferisce il proprio risparmio a vario titolo (capitali di rischio e di prestito), per chi scambia beni con l'impresa (fornitori e clienti), per la comunità in cui opera, e di tutelare la risorsa non riproducibile dell'ambiente.
Questi "Principi della Responsabilità Sociale d'Impresa" sviluppano in modo focalizzato gli aspetti relativi al ruolo dell'impresa come istituzione anche sociale, affiancando ed integrando altre dichiarazioni espresse da Associazioni Imprenditoriali, che richiamano l'impegno per la creazione di "valore economico" attraverso l'innovazione, la competitività, la continuità, l'orientamento al cliente, la qualità, ecc..
L'enunciazione dei valori si rivolge all'universo delle imprese – di ogni tipo e dimensione - e riguarda "principi generali", che dovrebbero ispirare e guidare le loro decisioni e relazioni in chiave di coesione sociale e sviluppo sostenibile. Costituisce la premessa per formulare "codici di condotta" con impegni dettagliati e coerenti di comportamenti, che possono essere sviluppati utilmente solo in funzione di situazioni ed esigenze specifiche di settori o singole imprese.