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San Michele di Ganzaria
Altitudine: 490 m. s.l.m.
Popolazione: 4.844 abitanti

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LA STORIA DI SAN MICHELE DI GANZARIA

Casale arabo col nome di "Rocca dei cinghiali", chiamata "Conzaria o Canzaria" in diplomi dal XIII al XV secolo; successivamente ebbe nome dall'antico tempio di S. Michele Arcangelo, già santuario dei Normanni. Popolato prevalentemente da coloni greco-albanesi, pare che il borgo abbia avuto maggior sviluppo sotto la dominazione angioina.
Il più antico documento che riguarda il feudo della Ganzaria risale al 1270, qui viene detto che il Re Carlo d'Angiò concesse ai fratelli Guglielmo, Simone e Rinaldo Guarna, la facoltà di succedere nei beni del loro fratello defunto Riccardo. Fra i beni ereditati dai fratelli Guarna vi erano anche i feudi di Ganzaria e di Favara in territorio di Caltagirone.
Sotto Federico II d'Aragona e III di Sicilia, e poi di Trinacria, figurano nel ruolo di feudatari i signori Enrico d'Altavilla, Guglielmo de Padula e i suoi eredi. In seguito la signoria passò a Ranieri e nel 1447 il borgo pervenne alla famiglia Gravina che lo amministrò col titolo di ducato, sino al 1812, anno in cui, con la fine del feudalesimo decretata da Ferdinando III, ottenne l'autonomia comunale.

SAN MICHELE DI GANZARIA OGGI

Oggi, centro agricolo, pastorizio e artigianale, il paese gode di estesi boschi, prati e fiorenti aree coltivate.Vi operano aziende artigiane nei settori alimentari e del legno.

I MONUMENTI

Sicuramente il castello feudale dei Principi Gravina rappresenta l'edificio più importante dell'abitato. Situato sulla collina, ha subito vari rimaneggiamenti nel corso degli anni. Sembra che anticamente fosse a due piani e provvisto di un sotterraneo lungo circa due chilometri che lo collegava alla montagna.
Costruita nel secolo 1100-1200, al tempo della dominazione normanna od angioina, la chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo, protettore del paese, è decisamente la più grande, più bella delle quattro chiese ancora esistenti in paese. Il prospetto, che a suo tempo era rimasto incompleto, agli inizi della seconda metà de secolo scorso fu intonacato e sistemato in stile gotico-cistercense.
La chiesa nel suo interno custodisce sacre Reliquie e, soprattutto, l'antichissimo Crocifisso di legno, a grandezza naturale, donato dal beato Guglielmo eremita da Scicli.
Estremamente interessante è la Chiesa del Rosario, un tempo detta anche di S. Antonio, sorta nella seconda metà del 500, decorata di stucchi e affreschi firmati e datati dal pittore calatino Salvatore La Spina.
Degne di nota, infine, sono le chiese di San Giuseppe e del Calvario.

LE RICORRENZE

29 Settembre: festeggiamenti in onore di San Michele Arcangelo, patrono della città.
Novembre: sagra dell'olio e del vino.
Aprile: sagra della ricotta.