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Raddusa
Altitudine: 266 m. s.l.m.
Popolazione: 4.250 abitanti

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LA STORIA DI RADDUSA


Situata tra i fiumi Dittàino e Gornalunga, il significato del suo nome è quello di "spaccare pietre" o "cava di pietra", che sta a indicare la natura rocciosa del suo territorio.
Fu nei secoli XIV e XV che il feudo di Raddusa, dopo alterne vicende, entrò in possesso dei signori Fessima di Aidone, dei Gravina di Rammacca, dei baroni di Ranciolo e Marrabino ed ancora una volta dei Fessima. Nel 1503, a seguito del matrimonio tra Giovanni Francesco Paternò d'Imbaccari e Vincenza Fessima, il feudo passò definitivamente alla famiglia Paternò, che nel 1810, dopo aver ottenuto la "licentia populandi", vi fondò la nuova terra. Essa, con l'abolizione del feudalesimo, fu aggregata, come frazione urbana, al comune di Ramacca; così fino al 1890, anno in cui fu elevata a comune autonomo.

RADDUSA OGGI


Le attività di Raddusa fin dal suo nascere furono due: l'industria dell'estrazione dello zolfo e la coltivazione del grano. Successivamente, a partire dal primo decennio del 1900, le miniere siciliane, e così anche quelle di Raddusa, cominciarono un lento ma inesorabile declino. Oggi il paese si caratterizza come centro prettamente agricolo e artigianale.

I MONUMENTI

La Chiesa Matrice dell'Immacolata, l'unica del luogo, fu costruita per volere del popolo, su "progetto d'arte e disegni d'ordine corinzio" dell'architetto Giuseppe Maggiore da Mineo, e inaugurata e benedetta nel 1865.
La Torre del Feudo costruita verso il 1700 su una roccia, ancora integra nelle strutture murarie, ha pianta ottagonale irregolare. E' sita circa a 10 km dal centro abitato, al bivio della Giumenta.
Il Castello dei Gresti o di Pietratagliata scavato nella viva roccia, si staglia imponente con la sua torre a protezione della vallata.
Fanno parte del territorio inoltre, la Diga Ogliastro, oasi naturale protetta ove vi si contano oltre 2000 volatili appartenenti ad oltre 60 specie; e l'antica città siculo-greca di Morgantina, distante circa 10 km dal centro abitato.






LE RICORRENZE


19 marzo e 19 settembre: San Giuseppe, patrono del paese viene celebrato due volte l'anno. A marzo vengono allestiti gli "altari", enormi tavolate ricolme di numerose pietanze che vengono consumate da tre personaggi che rappresentano la Sacra Famiglia. A settembre viene festeggiato il ringraziamento per il raccolto.