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Palagonia
Altitudine: 200 m. s.l.m.
Popolazione: 16.629 abitanti

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LA STORIA DI PALAGONIA

Il suo nome si rifà all'antica città di Palica, fondata da Ducezio (490-440 a. C.) Re dei Siculi; le origini del borgo si pongono in tempi normanni, allorchè il Gran Conte Ruggero concesse il territorio ed il casale di Palagonia al Vescovo di Siracusa. In seguito appartenne a vari signori locali, Francesco di Palagonia, Ruggero di Lauria, Blasco Alagona e a Filippo Ventimiglia.Nel 1392, Re MartinoI, investì della signoria di Palagonia, Berengario Cruillà e, in seguito, Ubertino de Grua e Calcerando Samminiato, quest'ultimo, nel 1407, vendette il borgo ai Gravina, che lo amministrarono sino al 1812, anno in cui abolito il feudalesimo, ottenne l'autonomia comunale.

PALAGONIA OGGI

Situata quasi a ridosso del monte Croce ed alla destra del fiume Catalfaro, Palagonia è oggi un rinomato centro commerciale agrumicolo, oltrechè cerealicolo ed artigianale in provincia di Catania.

I MONUMENTI

La Matrice Chiesa di San Pietro, la più antica del luogo, è sita ai piedi del monte Croce e, domina dall'alto l'intero abitato. La data della sua prima costruzione resta incerta, è da supporre che essa, come avvenne in altri feudi, sia sorta insieme al primitivo casale, e che, originariamente più piccola, abbia subito cambiamenti di struttura e di stile (gotico-barocco-neoclassico). La parrocchia possiede un ricco tesoro di croci d'argento, di pissidi, ostensori, calici, carte glorie, turiboli e navette di particolare pregio.
Con modesto prospetto e piccolo campanile, la Chiesa del SS. Crocifisso, sostituì dopo il terremoto la distrutta chiesa parrocchiale di San Pietro.
La Chiesa di S Maria delle Grazie edificata quasi al centro della città, ha un grazioso prospetto ornato di lesene con capitelli, di portale e finestra centrali, di timpano con pittura della Madonna ed affiancato da due torrette campanarie di pietra intagliata. Al suo interno, una statua di legno della Madonna del 700, e un artistico Crocifisso pure in legno, di buona fattura.
L'antica Chiesa di S. Nicola da Mira, ad unica navata con soffitto pericolante abbattuto, si è ridotta in pessime condizioni statiche. Degno di nota, sebbene logorato dal tempo, il pavimento di ceramica.




La Parrocchiale Chiesa dell'Immacolata, ex convento dei padri riformati, è stata fatta costruire nel 1592 dal barone Ferdinando Gravina Cruyllas e, successivamente distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita nel 1721-1723. Il convento fu, ed è ancora utilizzato, come edificio scolastico; mentre la chiesa col progressivo incremento del culto all'Immacolata ne prese la denominazione. Con decoroso prospetto in stile tardo barocco è ad unica e ampia navata con abside. L'interno è decorato di affreschi e di stucchi d'epoca, l'abside conserva ancora l'antico altare maggiore in stile francescano.
Il Pozzo Blandini è una imponente struttura di ingegno agrario costruita verso la metà del XIX secolo; essa alta sei metri a pianta circolare, aveva una duplice funzione quella di sollevare l'acqua e al contempo farla arrivare agli aranceti.



LE RICORRENZE

Aprile (ultimo martedì):
festa in onore di Santa Febronia con la cerimonia solenne della "spaccata della pigna" e processione fino all'eremo per implorare il buon raccolto.